LA SARDEGNA IN BICI Parte1

LA SARDEGNA IN BICI Parte1

Beh perché non cominciare una meravigliosa gita in bici proprio dall’isola dei mori? Un contesto unico che unisce ricchezza paesaggistica a delle bellezze di luoghi ancora non contaminati fino al lusso più sfrenato.

Cagliari – Pula

Lunghezza totale Km 33; difficoltà : facile; va detto subito che gli itinerari non sono segnalati, quindi piena libertà al ciclista di fare le sue scelte ma anche porre attenzione al road book ed alle mappe per evitare di sbagliare. Il nostro primo tratto è pianeggiante e facile, ma le statali per uscire dal porto non sono piacevoli per via del traffico stradale. Questa prima giornata di assaggio è volutamente breve per iniziare con calma il rodaggio necessario, per godere anche del litorale e delle (indispensabili) pause foto e pediluvio per iniziare a prendere confidenza con colori, sapori e con il nostro compagno d’avventura, il mare. Prova di maschera e snorkel diventeranno preso d’obbligo. Da qui proseguirà il nostro percorso fino ad arrivare alle mete più bella di quest’isola, da Pula si prosegue fino a Porto Teulada e poi ancora oltre. Serve essere allenati, serve pratica per stare in sella diverse ore per più giorni, come detto in altre occasioni non ci si può improvvisare. I cinque itinerari promossi sulla guida hanno una classifica di difficoltà che prevede: Facile (dislivelli fino a 700 metri per 100 km) • Medio (dislivelli fino a 1.220 metri per 100 km)  Impegnativo (dislivelli fino a 1.700 metri per 100 km) Difficile (dislivelli oltre 1.700 metri per 100 km).

Porto Teulada

Lunghezza totale Km 54; difficoltà medio. La giornata ci presenta il compagno di viaggio che spesso s’incontra sull’isola; il vento ! Croce e delizia del ciclista, oggi fido alleato che spinge alle spalle il gruppo dei ciclisti e, come una vela, spinge sul bagaglio ancorato ai nostri portapacchi. Come avere innestato una marcia in più, raggiungiamo rapidamente S.Anna Arrisi, allontanandoci dalla mondanità ed addentrando nel selvaggio panorama di Iknùsa. Le poche auto incontrate ci incoraggiano, come se fossimo degli atleti al giro d’Italia, lungo strade costeggiate da fichi d’India.

Porto Teulada
Porto Teulada

Il fido ventoso alleato è prezioso, consente di raggiunge in breve l’imbarco per il traghetto che ci condurrà all’isola di S.Pietro ed all’oasi di Carloforte. Si tratta di una delle isole principali del Sulcis, che ospita anche un oasi Lipu e dove nidifica il “falco della Regina”. Però notiamo qualche cosa di particolare, l’inflessione linguistica è cambiata… ma qui parlano genovese ? In effetti si, dal 1738, sull’isola disabitata giunse una popolazione di lingua ed origini liguri provenienti da Tabarca ( piccola isola tunisina); i discendenti dei coloni provenienti da Tabarca gettano le fondamenta di questa enclave parlante in grande prevalenza la lingua di radice ligure detta tabarchina. C’è sempre da imparare. L’isola di S.Pietro costituirà la nostra base di sosta anche per il giorno successivo. Amanti del mare, bagno e snorkeling. Duri e puri… in sella per una giornata di bici.

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